LA SPOSA PRIGIONIERA di Compagnia Giovani O’Nest

Domenica 22 giugno, ore 17.30

Sala A – teatro extra

 

un progetto del Nest Napoli est Teatro e Cerbero Teatro

di Compagnia Giovani O’Nest

con Armando De Giulio, Emilia Francescone, Lisa Imperatore, Nunzia Pace, Francesco Porro, Vincenzo Sacchettino, Giulia Iole Visaggi

regia e drammaturgia Gianni Spezzano

analisi del testo Cristel Checca

coordinamento artistico Adriano Pantaleo, Francesco Di Leva e Giuseppe Gaudino

scenografie Vincenzo Leone

disegno luci Desideria Angeloni

una produzione Progetto Goldstein, Teatro Studio Uno

 

La faccenda non è il luogo. La faccenda non sono i personaggi. La faccenda è una: esiste un sistema. Il sistema, in qualunque forma ti si presenta, in qualunque modo ti ci rapporti, in ultima analisi, ti ingabbia sempre.

5 anni. È il tempo che Isabella ha aspettato, chiusa nella sua casa, tra mille lussi e un popolo sconosciuto. Non ha più memoria di quello che era prima, quella persona l’ha abbandonata quando ha deciso di sposare Fabio 6 anni fa. 1 anno di felicità e poi i rischi del mestiere bussano alla porta.  

5 anni. È la pena che Fabio deve scontare per i suoi crimini. È la pena che Fabio impone a sua moglie, alla sua onesta, brava e fedele moglie che lo aspetterà. Intanto fuori il mondo gira.  Il sistema continua a funzionare. Cambia forma, cambia formazione, cambia formato ma ciò che lo alimenta è un moto perpetuo, invisibile, inafferrabile. Peppe, Marianna, Ciro e Carmine sono gli abitanti di questo sistema, sagome riconosciute di quel popolo sconosciuto di cui Isabella è entrata a far parte. Sono tutti vittime e carnefici in quella gabbia che il sistema ha costruito per loro.